carpa

Di come e perche' la mia schiena si riempi' di inchiostro

La breve storia di come la mia schiena si e' riempita di inchiostro e colore

quinta sessione schiena: colore

Il primo tatuaggio l'ho fatto a 31 anni con il buffo obiettivo di giungere ai 33 con la schiena ricoperta. Il 33 mi affascinava come numero banalmente simbolico. Visto che mio malgrado e per mia dannazione vivo nel paese del papa, mi piaceva di onorare i tanto odiati 33 anni del cristo morto, con qualcosa di palesemente distante e lontano dai nostri tristi riferimenti culturali.
Come si evince dal piuttosto scarno blog sono abbastanza affascinato dalla cultura del giappone del XVIIIesimo e XIXesimo secolo, sara' perche' sono sempre stato di colorito pallido e con pochissimi peli sul corpo, sara' perche' dall'adolescenza pratico
l'aikido(http://sanpietrino.noblogs.org) e piu' di recente il judo. Sara' perche' i giapponesi sono l'unica popolazione al mondo che si e' presa due atomiche sulla testa, sara' perche' in mezzo a quel popolo di idioti che affollano le nostre citta' fotogrando i piccioni e' strabiliante trovare cose come le stampe ukiyo-e, che hanno innamorato gli impressionisti, alla fine dell'ottocento. Uno non lo direbbe mai guardando un tamagochi.
L'arte giapponese e l'arte orientale in genere sono molto meno antropocentriche della nostra. Noi siamo figli del concetto dell'uomo al centro dell'universo, i giapponesi impregnati di shintoismo, di un divino che sta ovunque, rappresentano pesci, animali, rocce, cascate,  paesaggi, insieme alle consuete scene di corte e di vita quotidiana. Mi trasmettono l'impressione di un'arte equilibrata in questo senso, anche se non molto varia nello stile. La simbologia giapponese e' molto ricca, ma paga nelle forme tutto l'isolamento culturale in cui il paese e' stato tenuto per molti secoli. D'altra parte dall'occidente arrivavamo come colonizzatori, con intenzioni non esattamente pacifiche, che fare se non chiudersi a riccio ?
Il giappone di fine ottocento era un luogo piuttosto particolare, la cultura tradizionale dei samurai e dei nobili si confrontava con una societa' mercantile in espansione, nasceva una cultura popolare capace di imporsi sulla cultura ufficiale. mezza manica sinistraL'ukiyo-e non e' qualcosa di adatto alle raffinate dame di corte o ai puri samurai, e' un'arte che celebra la parte piu' sanguigna della vita, in questo periodo ad esempio nasce il grosso della produzione di stampe erotiche, gli shunga.mezza manica destraIl tatuaggio giapponese come lo identifichiamo oggi si diffonde nell'ottocento, tra gli artigiani, i lavoratori di fatica, le prostitute, e nei suoi esordi non aveva nulla a che fare con gli yakuza. Ma di questo potete leggere nel resto del blog. I tattoo che porto addosso non sono un progetto unico, non ho tracciato tutte le linee fin da subito, ho iniziato da una mezza manica, poi l'altra e poi la schiena e poi ho unito. Il tatuaggio rimane cosi' aperto ancora davanti, sul petto e a scendere sui glutei e le gambe. E' stata una scelta in qualche modo, per poter aggiungere pezzi che di volta in volta rappresentino riflessioni, stati d'animo, sensazioni legate a quel periodo della mia vita.

Sono partito da un surimono, un biglietto d'auguri dipinto a mano, rappresentante kintaro che afferra una carpa gigante. Kintaro e' una sorta di bambino erculeo delle fiabe,  la carpa gigante e' un animale fantastico dell'immaginario giapponese. La carpa  rappresenta la maturita', secondo me non intesa come punto di arrivo o di partenza, ma piuttosto come un luogo nel quale si e'. Si e' giunti fin li' ed ora non si puo' piu' andare via, si e' deciso di rimanere, di vedere come va a finire. La maturita' non porta con se' la saggezza, o chissa' quale altra virtu', ma solo la consapevolezza di quello che si sta facendo. La carpa e' un simbolo di perseveranza, di ostinazione, volendo. Qui sono e qui rimango. Tutto questo e' finito sulla manica destra.

Sulla sinistra c'e' una carpa di un rosso opaco con la faccia di un drago. La carpa che si trasforma in drago e' una classica leggenda cinese importata in giappone. Se una carpa risale la cascata, si trasforma in drago e vola via. Io non intendo il drago come simbolo di particolare forza o coraggio, mi piace di piu' richiamare le sue origini acquatiche. Il drago, come la carpa, e' una creatura d'acqua, anche se vola. Il drago e' solo una carpa che vola. E' la consapevolezza che le qualita' della carpa vanno trasferite in altri luoghi perche' servano a vivere. La perseveranza della carpa va portata in aria e sulla terra.

Sulla schiena c'e' un drago con diverse curve che vola nella tempesta con in primo piano una veduta del fuji di hokusai: un'onda, non la "grande onda", anche se ci assomiglia (l'onda e' girata in verso opposto e nella stampa la cresta dell'onda in primo piano e le altre erano unite da degli sbuffi, che si trasformavano in gabbiani)
L'onda si arrapica sulla schiena come se volesse sommergere tutto: il drago, la montagna,il cielo. L'onda ha il potere di vita e di morte su tutto. E' un po' uno scontro impari, perche' vince sempre lei... Concludo con il doveroso tributo al tatuatore: www.adrianodallalpi.it

quarta sessione schiena: colora lo sfondo

 
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